Battistero e Pieve di San Lorenzo

La Pieve è aperta tutte le domeniche da Marzo a Settembre dalle 14:30 alle 18:00

e su prenotazione tel. 0125 658493

 

 

 

La Pieve di San Lorenzo è uno dei complessi architettonici romanici più importanti del Piemonte. Il Battistero ottagonale è suddiviso in otto nicchioni, con un’abside quadrata e un campaniletto aggiunto in epoca più tarda (XIII sec.); la Chiesa ad aula unica, con una pianta a croce latina e tre cappelle rettangolari, contiene pregevoli cicli di affreschi (X-XIV sec.) e, secondo la tradizione, conserverebbe le spoglie della bella Ansgarda, moglie ripudiata del re di Francia Ludovico il Balbo, morta nell’889 d.C.

Il complesso è uno dei più importanti esempi di architettura «preromanica» in Piemonte, inteso nel senso più largo possibile, cioè, di una fabbrica ancora lontana da quelle innovazioni che daranno vita all’architettura romanica alla fine del X secolo. Datato alla piena età carolingia, intorno alla seconda metà del IX secolo, rappresenta quindi una testimonianza singolare e isolata, che getta luce sulle premesse costruttive alla stagione romanica Nel 1232 la pieve risulta «sita in castro Septimi», ma successivamente, con ogni probabilità, secondo una tendenza in atto nello sviluppo delle strutture difensive nel basso medioevo, viene esclusa dalla cinta, che subisce una contrazione del perimetro. La pievania di Settimo è una delle più antiche della diocesi d’Ivrea e la chiesa funzionava inizialmente come cappella dei signori del luogo. Ben presto, però, viene ceduta come chiesa parrocchiale e i signori se ne riservano lo jus patronatus, il diritto, cioè, di eleggere il pievano di loro gradimento, condizione che dura fino al 1932. Dal Liber Decimarum, apprendiamo che la pieve di San Lorenzo era matrice di tutte le chiese della valle e ne aveva ben nove comprese entro il suo territorio. Accanto alla pieve, secondo la visita pastorale dell’8 settembre 1648 di Monsignor Ottavio Asinai, vescovo d’Ivrea, sembra ci fosse la casa parrocchiale anche se le indicazioni fornite non chiariscono esattamente dove questa sorgesse.  Lo stretto rapporto tra pieve e castello che si può osservare a Settimo, se non unico, è certamente raro tra le pievi della diocesi d’Ivrea. Nell’area canavesana, infatti, poche sono e cappelle castrensi, collegate, cioè direttamente ad una struttura fortificata. In particolare si distinguono le cappelle del castello di Salto, presso Cuorgnè e quella di Sparone. Conservate in peggiori condizioni, ci sono poi la cappella del castello di Pavone e alcuni ruderi delle murature perimetrali di una cappella presso il castello di Caluso.